Articoli con tag ipertinenza

Come imparare a essere ordinati?

Sono sempre stato un perfetto disordinato.  Un talento nel campo del disordine, senza che mai mi sia sentito in colpa. A volte non ce la faccio proprio e parto con i buoni propositi, liste di to do, addirittura un piano, ma inesorabilmente il mio talento per il disordine prende il sopravvento. Le giustificazioni si sprecano: mia nonna che viveva in casa sistemava sempre lei tutto; ho sempre avuto una stanza tutta mia e un mio modo di fare le cose; scampato il militare non ho avuto nessuno che castigasse il mio disordine; nel mio disordine trovo sempre ciò che cerco.

C’è po il lato positivo del disordine: la tolleranza dell’ambiguità, la creatività insita nel disordine, la scoperta dei “sistemi caotici”da parte della scienza, l’esempio degli opinion leader del disordine, come Einstein quando disse: “Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa è segno, allora, una scrivania vuota?”

Il declino dei sistemi e delle epistemologie meccanicistiche e razionali è in atto ormai da molto tempo, l’illusione del controllo si è rivelata davvero tale e Internet per molti è un sistema disordinato dove trionfano abbondanza e approssimazione, dove il concetto di Tassonomia è stato sostituito da quello di Folksonomia , affermazione di un sistema non gerarchico e “dal basso” che prevale su uno largamente in uso. Sembra banale ma questo oggi è quello che sta portando ad un forte ridiscussione dei sistemi di organizzazione della conoscenza, prime tra tutte le biblioteche, come anticipato da Stefano del Bene su questo blog.

L’era del Tag non ha mai avuto per me segreti, da disordinato cronico cercare informazioni sulla Rete è sempre stato pane per i mie denti, un vanto su colleghi e amici per riuscire ad arrivare dove loro si erano arresi e trovare l’informazioni in più in mezzo alla pletora di siti, forum, communities, social networks e compagna bella. Un sistema di interazioni che si distilla con la pertinenza (ipertinenza sostiene Derrick De Kerkove), obiettivo necessario che oggi le nuove generazioni più di prima si trovano costrette ad affrontare, ovvero cosa è pertinente alla mia ricerca, cosa realmente mi serve in mezzo alla moltiplicazione delle offerte. Nonostante gli allarmismi sull’impoverimento delle capacità cognitive e riflessive delle nuove generazioni, ci troviamo oggi ad affrontare un flusso più copioso e disordinato e siamo costretti a fare ordine in esso.

La responsabilità della catalogazione della conoscenza e delle informazioni è passata da un ordine costituito a uno in divenire, emergente.

Cosa ci serve per fare ordine?


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8 commenti

Derrick de Kerckhove @ Meet the Media Guru

Eravamo presenti a quello che aveva tutte le carte per configurarsi come l’Evento 2.0 per eccellenza, volevamo esserci anche per capire cosa si sta muovendo socialmente ed economicamente dietro a questo fenomeno.

La cornice è offerta dalla Mediateca Santa Teresa di Via della Moscova, scenario grazioso e minimal che circonda la star dell’intelligenza connettiva, il guru (in senso professorale, che è poi il lavoro del belga) dei media digitali. Peccato solo che non ci sia rete wireless all’interno della sala conferenze, ma questi sono dettagli da digital divide che un italiano è ben abituato  a sopportare. Nel bar e sul prato antistante la sala conferenze si ascoltano discorsi di marketing, progetti di studenti e tanto fantacalcio di contatti. Sembra che l’ansia del momento sia come monetizzare il fenomeno, perchè altrimenti a cosa serve? Ma c’è anche tanto sano cazzeggio, sparate filosofiche e clima da venerdì sera con birra e campari.

Derrick the Kerckhove @ Meet th Media Guru

La presenza di Derrick De Kerckhove la dobbiamo a Maria Grazia Mattei che con il progetto Meet the Media Guru sta cercando di creare un movimento di contaminazioni e scambio intorno ai temi della rivoluzione digitale e ai cambiamenti che questa sta portando dentro le nostre vite e nelle nostre società. Il piccolo cameo di Roberto Calugi (Area Sviluppo delle Imprese) della Camera di Commercio di Milano ci fa capire che le partnership dietro questo progetto sono forti, anche se l’appello a intercettare le realtà del commercio 2.0 suona così poco appropriato allo spirito che si respira nella wikinomics.

Maria Grazia Mattei presenta l'incontro

Non entriamo nel merito dell’intervento di D.d.K., è forse più utile toccare quei temi che hanno fatto risuonare quegli accordi che tentiamo di comporre affrontando le Leaderlessorg.

Senza dubbio il senso dell’incontro è la fiducia verso le possibilità offerte dalla tecnologia, un senso del possibile che ancora sta incontrando le resistenze e le difficoltà relative a tutti i grandi cambiamenti. La Rete non ci rende più stupidi, anzi, ci permette di essere sempre più aderenti al contesto, più capaci di dare risposte rapide e appropriate ai problemi, più i-pertinenti ama dire Derrick.

Al di là dei manifesti luddisti e dei tentativi di controllo quella di oggi è ancora una Rete che garantisce la Trasparenza, che aiuta l’umanità in processi di auto-organizzazione, che ci sta chiedendo un cambiamento di Cultura:  da un sistema lineare, Galileiano, solido e basato sul procedimento scientifico, ad un sistema non-lineare, complesso, quantistico, dove i fenomeni “tendono ad essere”.

Una scommessa nata dall’alfabeto e trasformata dall’elettricità, una rivoluzione in cui siamo immersi e che cerchiamo di comprendere e sfruttare per il nostro futuro.

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