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Come imparare a essere ordinati?
Pubblicato da fabiobrunazzi in Emozioni 2.0, Società 2.0 il marzo 14, 2011
Sono sempre stato un perfetto disordinato. Un talento nel campo del disordine, senza che mai mi sia sentito in colpa. A volte non ce la faccio proprio e parto con i buoni propositi, liste di to do, addirittura un piano, ma inesorabilmente il mio talento per il disordine prende il sopravvento. Le giustificazioni si sprecano: mia nonna che viveva in casa sistemava sempre lei tutto; ho sempre avuto una stanza tutta mia e un mio modo di fare le cose; scampato il militare non ho avuto nessuno che castigasse il mio disordine; nel mio disordine trovo sempre ciò che cerco.
C’è po il lato positivo del disordine: la tolleranza dell’ambiguità, la creatività insita nel disordine, la scoperta dei “sistemi caotici”da parte della scienza, l’esempio degli opinion leader del disordine, come Einstein quando disse: “Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa è segno, allora, una scrivania vuota?”
Il declino dei sistemi e delle epistemologie meccanicistiche e razionali è in atto ormai da molto tempo, l’illusione del controllo si è rivelata davvero tale e Internet per molti è un sistema disordinato dove trionfano abbondanza e approssimazione, dove il concetto di Tassonomia è stato sostituito da quello di Folksonomia , affermazione di un sistema non gerarchico e “dal basso” che prevale su uno largamente in uso. Sembra banale ma questo oggi è quello che sta portando ad un forte ridiscussione dei sistemi di organizzazione della conoscenza, prime tra tutte le biblioteche, come anticipato da Stefano del Bene su questo blog.
L’era del Tag non ha mai avuto per me segreti, da disordinato cronico cercare informazioni sulla Rete è sempre stato pane per i mie denti, un vanto su colleghi e amici per riuscire ad arrivare dove loro si erano arresi e trovare l’informazioni in più in mezzo alla pletora di siti, forum, communities, social networks e compagna bella. Un sistema di interazioni che si distilla con la pertinenza (ipertinenza sostiene Derrick De Kerkove), obiettivo necessario che oggi le nuove generazioni più di prima si trovano costrette ad affrontare, ovvero cosa è pertinente alla mia ricerca, cosa realmente mi serve in mezzo alla moltiplicazione delle offerte. Nonostante gli allarmismi sull’impoverimento delle capacità cognitive e riflessive delle nuove generazioni, ci troviamo oggi ad affrontare un flusso più copioso e disordinato e siamo costretti a fare ordine in esso.
La responsabilità della catalogazione della conoscenza e delle informazioni è passata da un ordine costituito a uno in divenire, emergente.
Cosa ci serve per fare ordine?
Derrick de Kerckhove @ Meet the Media Guru
Pubblicato da fabiobrunazzi in Eventi, recensioni, Mente 2.0, Società 2.0 il maggio 30, 2010



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