Appuntamento


Agli autori dei commenti ricordo che condividamo un obiettivo importante per il mese giugno. Questo Blog ha l’obiettivo di favorire la progettazione di un evento sul tema della leaderlessorg. L’evento verrò inserito nell’offerta formativa dell’associazione Ariele. Chi ci sta? Come ci si può lavorare?

  1. #1 di Fabio il aprile 19, 2008 - 1:38 pm

    Credo che i commenti abbiano già fornito alcuni temi importanti: il dono, la tecnologia, i casi di successo.
    A margine noto anche preoccupazioni, entusiasmi, perplessità e idee nuove.
    Quello ch non mi è ancora chiaro sono le finalità dell’incontro.
    Discussione?
    Progettazione di interventi/tecniche/utilizzo di piattaforme?
    La creazione di un blog collettivo per Ariele e/o altre organizzazioni con lo scopo di rendere aperto al contributo e come deposito di contenuti di lavoro aggiornabili e modificabili?
    Ho letto sull’inserto del Sole 24 ore ( Nòva ) del 10 Aprile 2008 che alcune aziende iniziano ad inserire degli strumenti wiki nell’intranet per creare una memoria comune dei processi di lavoro velocemente consultabile e aggiornabile.
    Un pò quello che succede qui ma disegnato sui processi delle organizzazioni.

    Fabio

  2. #2 di bruttini il aprile 19, 2008 - 2:56 pm

    Interessante, quale finalità? Sono animato dall’idea che stiamo vivendo una rivoluzione. Che queste tecnologie ci consentono di esprimere e costruire a prescindere da modelli gerarchici. Mi affascina l’idea di una leadership che si sviluppa naturalmente nelle interazioni, in funzione di chi sa e può mettere risorse. Senza , anzi oltre, le cosiddette ansie secondarie. Intendo dire quella naturale tendenza degli esseri umani a tenersi stretto il potere ed i privilegi a prescidere dal reale contributo che si può dare alla comunità. Non nego l’importanza e la complessità della cosa naturalmente. Mi sembra che nella logica del “e…e” ci possa e ci debba stare sia l’uno che l’altro modo di costruire sistemi. Questo è il tema anche dei wiki in azienda. Anche io so che si stanno diffondendo nelle aziende ed io ho iniziato a “venderli” ai miei clienti. Di solito quello che accade è che il Potere (quello con la P maiuscola) teme ciò che può emergere e finisce per sabotare queste azioni. Un mio cliente ad esempio lo quasi comprato ma si è spaventato ancora prima di partire. Ma sono fiducioso per il futuro.

    Sul cosa fare nell’evento di giugno io mi sono immaginato un una giornata in un grande spazio aperto (all’aperto?), con contenuti ed azioni nella logica open source. Ho altre idee naturalmente, ma preferirei aspettare emergano altri punti di vista, da te e da altri. Tu ci stai a farlo con me e con Daniele?
    ciao
    Paolo

    PS vado in vacanza una settimana. Le risposte a domenica 27

  3. #3 di elena il aprile 19, 2008 - 4:58 pm

    vediamo se riesco a dare un contributo. A me piacerebbe che nell’evento di giugno si creasse una situazione in cui si lavora con la parola ma anche con delle postazioni telematiche…non so mi viene in mente un gruppo operativo con microfoni e computer in cui tutti i componenti del gruppo devono continuamente registrarsi per intervenire, come se ci fossero dei semafori.
    Il ritmo degli interventi in questo modo sarebbe scandito da un sistema di “prenotazioni”. Un po’ come avviene su questo blog. non so forse è un idea strampalata ma potrebbe essere un modo nuovo di lavorare in gruppo, che attraverso una apparente costrizione o regola offre a tutti più libertà e contiene il narcisismo.

  4. #4 di Fabio il aprile 20, 2008 - 11:30 am

    Sono molto interessato a partecipare e ti ringrazio per l’invito, per cui accetto!

    Sul luogo open source, se ne abbiamo le forze, sarebbe bello un luogo pubblico (un parco, una piazza), dove c’è altra gente non invitata, che passa di lì e se vuole si ferma, come fosse una piccola metafora del web. Certo c’è il discorso del suolo, degli spazi, degli strumenti (microfoni – video) che complica le cose e ispessisce il budget…

    Fammi sapere come intendi muoverti anche perchè il mio Giugno sarà Rovente.

  5. #5 di Daniele il aprile 28, 2008 - 11:46 am

    Condivido l’idea che stiamo attraversando un’accelerazione nella rivoluzione internet e che questa apre grandi opportunità (e problemi, forse anche nuovi, diversi, intriganti). “Giugno” per me può essere una buona occasione per non continuare a fingere di esserne solo sfiorato. Più informazioni, ma anche più fiducia e qualche “dritta”, penso siano utili per farlo meglio (anche senza arrivare al ”lifestreaming” cioè la registrazione in rete di tutte le attività che una persona svolge durante la giornata, che pare sia fenomeno oggi di moda).
    Nel merito di “giugno” mi sono fatto qualche domanda, probabilmente ingenua ma che propongo per cercare di chiarirmi meglio le idee e poter dare così un contributo al lavoro.
    Se le “leaderless organization” si costituiscono prevalentemente in rete è probabile che un fattore critico sia l’ampiezza del “bacino” dei potenziali partecipanti con quindi la possibilità che emerga un buon numero di persone competenti su un certo argomento. Se queste sono poche, forse è più difficile far conoscere attraverso la sperimentazione diretta una “ leaderless organization” (siamo più vicini ad un corso di formazione). Mi viene in mente un esempio di leaderless organization fuori dalla rete: la “comunità di pratica”, cioè colleghi di lavoro (ma anche di hobby) che in momenti informali si raccontano e discutono esperienze di lavoro, problemi che hanno incontrato ecc., diffondendo i rispettivi saperi.
    Noi in che condizione ci troviamo?

  6. #6 di bruttini il aprile 30, 2008 - 11:21 pm

    Hai ragione Daniele. Leggi il mio reply nella pagina leaderlessday. L’ho dedicata a sviluppare proprio questo tema.

  7. #7 di Marina Oggero il maggio 18, 2008 - 5:09 pm

    Rispondo ad Appuntamento solo adesso, perché tra una cosa e l’altra. A me piacerebbe farlo o al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano o in un posto che abbia anche un giardino dove sedersi.
    Cosa condividere? Se leaderlessorg é una leadership che si sviluppa dalle interazioni, sarebbe utile parlare insieme delle potenzialità più interessanti dei vari punti di accesso. Quelli che ci piacciono di più perché, come potremmo costruirne uno nostro, cosa vorremmo condividere in termini di sapere, e anche cosa temiamo eventualmente, come superare le resistenze. Io ci sto !

  8. #8 di Marina il maggio 18, 2008 - 5:12 pm

    Ogni tanto mi scordo e metto anche il cognome, come se ce ne fosse bisogno!

  9. #9 di Daniele il maggio 22, 2008 - 12:15 pm

    Scrivo qualche riga su una mia “scoperta” di questi giorni che potrebbe avere qualche usabilità nell’appuntamento di giugno. La “scoperta” è relativa al termine folksonomy (Folksonomia – Wikipedia), parola che descrive “una categorizzazione collaborativa di informazioni mediante l’utilizzo di parole chiave (o tag) scelte liberamente.” Quanto all’origine di questa parola, cito ancora da wikipedia, essa deriva “dell’unione delle parole folk (o folks) e sonomy (contrazione di tassonomia)”. Insomma se voglio segnalare (a me stesso e/o ad altri) le cose per me più importanti di un testo, di un sito, di una foto ecc., posso collegarvi alcune parole chiave.
    Tutto questo è ben noto a quelli che raccolgono le loro foto nel computer, alle quali possono aggiungere uno o più “tag” che facilitino poi il ritrovarla o collegarla ad altre simili. Ed è utilizzato in molti siti (tra i primi a farlo Del.icio.us e Flickr).
    Si ottiene una sorta di catalogazione o classificazione di oggetti o argomenti ma non su base gerarchia o da vocabolario. La soggettività ed ambiguità dei tags – che esprimono qualcosa della “visione” e delle priorità di un soggetto – quando viene condivisa può essere fonte di caos ma anche promuovere lo sviluppo di reti semantiche estremamente creative.
    Mi domandavo se uno degli stimoli da utilizzare nell’incontro di giugno potrebbe essere proprio giocare con le tags per creare momenti di aggregazione-disaggregazione sulla base delle parole chiave da assegnare ad alcune situazioni stimolo proposte da noi (per avviare il gioco) ed altre realizzate dai partecipanti.
    Anch’io vedrei la cosa in uno spazio “aperto” vivibile, con anche panchine o sedili (e spazi coperti, in questo clima molto londinese), magari in una piazzetta con portici di una piccola cittadina.
    Potrei portare un oggetto “scultura” come un tag-stimolo ed un paio di bottiglie (magari di Valcalepio bergamasco, che a me piace sempre più) come “premio” da assegnare ad esempio alle tags che più si “connettono”ma anche a quelle più “singolari”.
    Quasi ad iniziare il gioco mi viene in mente un possibile titolo del gioco stesso: “Finger a world” – espressione probabilmente scorretta e che “non esiste”- a cui darei questo tag: “indicare-tastare un mondo”.
    Tags: folksonomy, condivisione, reti semantiche, creatività, piazzetta, gioco, valcalepio, tag.

  10. #10 di Bruttini il maggio 22, 2008 - 11:10 pm

    sono assolutamento immerso nel brodo della tagcultura.
    La tua idea mi piace e vorrei approfondirla. Lancio un’ipotesi . Dormo a Milano lunedì sera, 26. Potremmo vederci e parlarne. L’invito è esteso anche a Fabio, Marina e quelli che vogliono starci
    ciao
    Paolo

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