disagio


alcuni di noi provano frustrazione e distrazione a leggere i materiali degli altri (rispetto alla ricchezza dei materiali interni al gruppo non elaborati a sufficienza) e sono già le 4 meno 1/4.

  1. #1 di malus2008 il settembre 6, 2008 - 3:29 pm

    Anche qui c’è fatica, ma in fondo, con molta tolleranza reciproca anche ad ascoltarci “live”, stiamo dicendo che questi strumenti possno aiutare a comunicare meglio, come offriserro da un lato la possibilità di una presa di distanza e dall’altro di comunicare più direttamente anche all’interno dello stesso contesto organizzativo.
    Che differenza c’è in una community in rete aperta?

  2. #2 di malus2008 il settembre 6, 2008 - 3:43 pm

    Sul “compito”:
    Sarebbe bello riuscire a fare un po’ di chiarezza e definire, ad esempio, dove osservare (in che tipo di community) questi fenomeni per capirne le dinamiche ed anche trasferire ciò che si può in altri contesti “reali”.
    Occorre ad esempio distinguere una leadership “fondativa” che sintetizza un bisogno e avvia un’iniziativa?
    I tanti “less” che sono emersi nelle discussioni sono da leggere come “bisogno di negare qualcosa” e/o come desiderio di sottrarre quacosa (vincoli)?
    La discussione è per certi versi tornata al suo inizio ma ripartenze sono possibili, creative

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