Sono un ladro


Chissà quante volte è successo. Magari non me ne sono nemmeno accorto. Di imitare, copiare, citare, senza essere consapevole, oppure, con colpa, di non avere verificato abbastanza le fonti. I miei amici mi dicono “stai sereno”, ma io no, proprio non ci riesco.

Aladino.

La recente polemica in rete tra Quintarelli e Prunesti,  pone nuovamente il tema della proprietà delle informazioni del web. Le posizioni sono note. Si possono riprendere i contenuti altrui, ma si devono citare le fonti. Comunque non bisogna esagerare, nel riprendere e citare, altrimenti qual è il valore aggiunto? Basta guardare l’originale ed è meglio. Allora è un problema di misura? Ci ho pensato a lungo ed è difficile trovare una risposta. Mi sono ricordato di Max Weber e delle 2 etiche. E’ etica della responsabilità la presa in carico dell’effetto delle proprie azioni sugli altri. L’etica dell’intenzione è l’autonoma determinazione di un soggetto ad affermare un principio che crede giusto a prescindere dalle posizioni altrui. Dunque se sia giusto o meno rubare in rete è un problema o un’opportunità in funzione dell’etica a cui si aderisce. Ragioni di eleganza e di stile mi fanno preferire un approccio responsabile. Nel lungo periodo i valori (quasi) sempre emergono.

Ma vi è un’altra questione.

Carlo Maria Cipolla nel divertente saggio Allegro ma non troppo costruisce una teoria generale della stupidità umana. Presto ci abbandona l’idea consolatoria che noi siamo di qua e gli stupidi sono dall’altra parte della staccionata. La stupidità è parte di noi ed emerge continuamente. Allora penso che i comportamenti umani vadano letti alla luce non solo di etiche che nascono dall’idea di un uomo forte che è in grado di scegliere e governare il proprio destino. Ma vi è anche l’irresponsabile ed inetta stupidità che fa della nostra vita una commedia. Allora che ne facciamo degli stupidi? Non siamo noi tutti stupidi in qualche momento? Stupidi e ladri?

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  1. #1 di Elisabetta il gennaio 26, 2011 - 5:08 pm

    Non so molto della polemica Quintarelli/Prunesti, che mi lascia peraltro abbastanza indifferente, ma il tema della copia è di certo interessante per il web. Condivisione e reputazione fanno parte del DNA della rete e non sono sicura che si possa parlarne solo in termini di etica individuale. Esiste un’etica hacker, comunitaria, abbondantemente trattata – vedi appunto L’etica hacker di Pekka Himmanem http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1739352, oppure Jesus Christ Cyberstar di Arianna Dagnino.
    Dunque copiare si, ma per diffondere e ampliare come nel modello open source dove il progetto è frutto di una collaborazione, e non per appropriarsi individualmente dei materiali altrui facendo finta che siano i propri. Anche perchè la reputazione in rete si perde facilmente, e questo sì che è stupido.

  2. #2 di lordbad il febbraio 3, 2011 - 3:20 pm

    Sempre un bel blog e anche un bel post…

    Si dovrebbe ripartire dalla fiducia tra le persone!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nsotro blog: http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/03/buio-o-luce/

    • #3 di fabiobrunazzi il febbraio 4, 2011 - 9:43 pm

      Grazie per i complimenti.

      ho fatto un giro dalle vongole e merluzzi ma a parte la pirateria, nonv’ho inquadrato, ottimo segno!! La fiducia oggi va conquistata, troppe fregature in giro!

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