conoscenza 2.0


Vorrei fare il mio esordio nel blog aprendo un nuovo canale, cioè quello della circolazione e dell’accesso della conoscenza. E’ un argomento che è stato affrontato nei giorni scorsi, a proposito dell’utilizzo dei social networks nella circolazione dell’informazione quotidiana.

La mia intenzione, che non vuole contrapporsi, ovviamente, al post della scorsa settimana, sarebbe quella di capire, come, al di la delle emergenze, rispetto alle quali, spesso siamo chiamati a frettolose e non sempre informate “prese di posizione”, ci siano dellle possibilità, utilizzando gli stessi strumenti, magari in maniera un po’ diversa, per acquisire non solo informazione, ma la CONOSCENZA. Conoscenza è dal mio punto di vista la capacità, appunto di saper risalire alla radice di un fenomeno: nella nostra società, riprendendo Enzo Rullani la conoscenza è diventata il principale fattore di produzione, assumendo un ruolo che va ben al di là delle “conoscenze tecniche”, ma come “metatecnica”.

Uno strumento che io ritengo fondamentale restano le BIBLIOTECHE.

E’ singolare che oggi si parli delle biblioteche solo a causa o di certe dichiarazioni estemporanee di qualche politico locale alla ricerca di facile propoganda (il caso della censura nei confronti di autori che colpevoli di aver firmato anni fa un appello a favore di un terrorista, sarebbero oggi “indegni” di avere i propri testi nello scaffale di una biblioteca di pubblica lettura) o per le lamentele sui tagli alle spese culturali che sarebbero esiziali per la loro sopravvivenza.

Penso che invece la biblioteca resti soprattutto un luogo di raccolta, diffusione e distribuzione della conoscenza. Questo a prescindere dal politicante di turno, a qualunque etichetta esso appartenga, o da i tagli alla spesa, che possono condizionarne, ma, in una moderna visione della circolazione della conoscenza, non potranno fermarne le potenzialità.

Il mondo delle biblioteche da tempo si stanno confrontando con il mondo Web 2.0 ( per avere qualche indicazione, non aggiornatissima: http://www.uniciber.it/index.php?id=489) e da tempo si ragiona sulla biblioteca in rete. Google ha stretto rapporti con le principali biblioteche nazionali (buon ultima la BNC Italiana) per la digitalizzazione del patrimonio in esso conservato, biblioteche di piccoli centri si stano attrezzando per la messa a disposizione di device per gli ebooks oppure biblioteche accademiche utilizzano facebook per le informazione all’utenza.

Spero che questo post, favorisca un maggiore coinvolgimento nel dibattito di quegli operatori della conoscenza che, forse per la diffidenza verso ciò che, forse banalizzando, viene visto come “mercantile”, con quei soggetti, che forse per pregiudizio, vedono negli operatori della conoscenza, gli ultimi baluardi della conservazione.

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  1. #1 di Elisabetta Pasini il febbraio 9, 2011 - 5:23 pm

    Il tema delle biblioteche come centro fisico di conoscenza e condivisione è molto interessante. Nel mondo anglosassone le biblioteche funzionano molto più che qua come dei centri sociali, ad esempio a Peckam, periferia sud di Londra, è stato fatto un notevole investimento anche sull’architettura della biblioteca, che è diventato un richiamo anche “turistico” in un quartiere decisamente difficile http://www.southwark.gov.uk/info/437/libraries_and_locations/909/peckham_library/1
    Anche le nuove mediateche mi sembra che vadano in questa direzione.

  1. Come imparare a essere ordinati? « Leaderlessorg

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