Articoli con tag wiki

Come si sviluppa il networking mindset?

Ho già avuto modo di illustrare il concetto di Networking Mindset qui.

La ritengo una dimensione distintiva delle organizzazioni del nostro tempo. Affianca e sviluppa il Competence Mindset che ci porta a lavorare sul capitale umano.

Il Networking Mindset porta a concentrare le attenzioni degli esperti HR piuttosto sul Capitale Sociale.

Poiché sono un formatore e vivo ai confini tra teoria e prassi cerco sempre di chiedermi se un’idea nuova, mi può aiutare a leggere in modo nuovo la realtà. Non amo la pura speculazione e la lascio volentieri agli intellettuali da salotto.

Allora la domanda che mi sono fatto è “si può insegnare il Networking Mindset?”

Naturalmente dovremmo porci il problema di cosa è un Mindset e se può essere modificato. Lo farò prossimamente, ma per il momento do già un’ipotesi di soluzione ad un problema che ritengo risolvibile.

Lo scorso anno ho gestito con la mia società una serie di eventi sul Networking Mindset, in cui proponevo già, insieme ad alcuni colleghi, tecniche e metodologie di intervento.

La cosa ha suscitato un certo interesse e ho ricevuto concrete richieste in questa direzione.

Una grande Banca Retail mi ha chiesto di sviluppare un intervento per sviluppare il NM su una popolazione di un centinaio di persone di un particolare servizio.

Questo mi ha portato a riflettere sul trattamento del Mindset come cultura organizzativa e non solo individuale.

La proposta fatta riprende il modello delle Tavistock Conference. Ne ho parlato con il mio amico Elio Vera recentemente. Elio ha avuto il merito di portare in Italia e far conoscere il modello Tavistock a centinaia di manager e psicologi. Anche io tra questi ho vissuto le dinamiche organizzative che una Conference riproduce nelle sale di un grande albergo sul lago Maggiore .

Statuette MAYA: gerarchia

L’organizzazione che una Conference riproduce è di tipo tradizionale. In essa il Management ha un ruolo scisso rispetto al personale operativo (i partecipanti della Conference che interpretano il ruolo produttivo rispetto al task di apprendimento). Il management esprime dinamiche di separazione, talvolta di isolamento, come bene si è espresso Elliot Jaques negli anni 50.

Ma questa non è l’unica organizzazione esistente. L’idea che i capi siano così nettamente distinti dai collaboratori è un’idea arcaica. Nell’organizzazione 2.0 che andiamo descrivendo il disegno organizzativo prevede una maggior circolarità della leadership ed un’evoluzione dei ruoli di comando. Lo stesso disegno organizzativo prevede che i collaboratori condividano con i responsabili, in alcuni momenti, la catena del comando, interpretando un ruolo di primo piano.

Se ne può leggere un ottimo esempio nel blog di Giacomo Mason, in merito ad un wiki in una piccola azienda, prodotto collettivamente.

Allora è a questa logica che ci dobbiamo ispirare per progettare le formazione del secolo che viene. Una formazione in cui i capi apprendono a non esserlo più (almeno temporaneamente).

, , , ,

1 Commento

Leaderlessorg. Perché un blog?

Partiamo con il blog Leaderlessorg.

Dallo scorso anno ho cominciato a studiare alcune strane e nuove organizzazioni. Hanno un caratteristica fondamentale: si basano sullo scambio disinteressato, sulla voglia di donare agli altri, ai membri della comunità. Non c’è contropartita, utilità apparente. O meglio c’è, ma non esiste una relazione diretta tra ciò che offro e ciò ricevo. Tutto ciò si chiama cultura wiki.

Wiki da wikipedia, ovvero la più straordinaria enciclopedia on line esistente, figlio dei contributi disinteressati dei navigatori sulla rete. 2.000.000 di termini in inglese, più di 400.000 in italiano e via di seguito, recordo dopo record. Il tutto all’insegna di un’attendibilità vicina a quella dell’Enciclopedia Britannica.

Allora mi è venuta voglia di prestare attenzione alla cosa, approfondirla. Mi sembra interessante capire in che modo un’organizzazione senza gerarchia riesca a costruire valore. In definitiva si tratta di un’azienda senza capi, basata sulla voglia delle persone di starci dentro.

Ho avuto l’idea di un seminario di Ariele, in cui parlare di questo. Ma come farlo? nello spirito wiki, ho pensato sarebbe stato interessante progettarlo insiemead altri sulla rete. Con chi ci sta. Senza mediazioni e filtri. Con lo spirito della scoperta e della voglia di sorprendersi ed imparare, lasciandosi condurre dal caso o dalla comunità.

Come lavoriamo? Io svolgerò la fuzione del facilitatore. Lancerò in un prima fase una serie di stimoli: concetti, materiali, siti, ispirazioni. Credo, spero, che gli utenti del blog, abbiano voglia di lasciare un commento nel blog. Con estrema libertà, nello spirito leggero e speranzoso di dare un contributo e di non dover fare dell’accademia. Ciò che si lascia deve servire agli altri. Il mio ruolo nel blog cambierà col tempo (posso immaginare) . Probabilmente si genererà una comunità ristretta di affezionati che comincerà ad usare questo blog come luogo di scambio e di apprendimento. Per questi e per tutti coloro che vorranno ci sarà la possibilità di dedicarsi alla progettazione di un seminario di una giornata in giugno sul tema delle “leaderlessorg”. Io non so cosa succederà in quella giornata. Ho una mia idea certo, ma non è così determinante ora.

Quello che voglio fare è cominciare a raccontarvi le scoperte che ho fatto sulle organizzazioni senza leader.

, , ,

7 commenti