1984/2014: CHIUDERE IL CERCHIO?


Vi è capitato di leggere The Circle, l’ultimo romanzo di Dave Eggers?

Se si, quanto avete trovato inquietante il mondo di The Circle, che viene dipinto nelle prime pagine del libro come “heaven”, paradiso, e che fa immediatamente pensare al suo contrario?

Sembra essere un mondo davvero perfetto quello di The Circle, in cui Mae, la giovane protagonista, entra dopo l’assunzione. Un paradiso riservato a una elite globale accuratamente selezionata, in cui ognuno grazie al proprio talento acquista immediatamente innumerevoli privilegi: un campus idilliaco in cui lavorare ma anche divertirsi e passare il proprio tempo libero, sport, cibo, negozi, feste, tutto viene messo a libera disposizione dei “circlers”, in modo che ognuno possa avere il meglio poiché, per definizione, ognuno dà il meglio di se stesso, anzi dà “tutto se stesso”. Infatti, proprio questo sembra essere il problema: nel mondo apparentemente perfetto di  The Circle ci sono degli obblighi precisi, anzi c’è un obbligo fondamentale, l’obbligo di socializzare e condividere tutto ciò che è possibile in ogni possibile momento di vita. Perchè soltanto la “trasparenza totale” agli occhi del mondo (trasparenza, una parola utilizzata sempre piu’a sproposito che sta diventando molto problematica) può portare a raggiungere l’obiettivo finale, quello di “chiudere il cerchio”, condividendo tutto, ovviamente sempre online, tutti sempre connessi con tutti, in modo da diventare perfettamente “trasparenti”.

La protagonista sembra avere qualche problema, all’inizio, nella decodifica delle regole esplicite, ma soprattutto implicite, del nuovo mondo; abbozza anche qualche debole tentativo di fuga, o almeno di blanda ribellione, di fronte al mantra dello sharing totale – e infatti una delle parti piu’ belle del libro è la sua fuga in canoa, che fa immaginare un possibile diverso epilogo alla storia… –; ma subito si adegua perfettamente, e molto velocemente, a quanto le viene richiesto, fino a diventare la musa del nuovo mondo, piu’ realista del re, aderendo totalmente alla missione della trasparenza completa per cui ogni attimo della sua vita viene condiviso con milioni di seguaci. Una missione che la rende incredibilmente popolare, per la quale è disposta a sacrificare amicizie e sentimenti.

Tre frasi, coniate dalla protagonista sulla via della redenzione, rappresentano il mantra, la filosofia, del libro:

  1. secrets are lies: i segreti sono bugie
  2. sharing is caring: condividere significa prendersi cura degli altri
  3. privacy is theft: la privacy è un furto

All’origine, un’idea di bene comune che vuole eliminare ogni differenza, ogni variazione dallo standard generale di comportamento; poichè tutti vogliamo la stessa cosa, il bene comune, e poichè solo insieme possiamo raggiungerlo, il modo migliore per ottenere l’obiettivo è essere sempre tutti sotto gli occhi di tutti. La natura umana sa distinguere – naturalmente?- il bene dal male, e dunque essere sempre sotto gli occhi di tutti garantisce dalla messa in atto di comportamenti devianti, che avvengono solo quando sappiamo che nessuno ci guarda, poiché ognuno tende a coprire e nascondere i propri cattivi comportamenti (secrets are lies).

Tuttavia, se accettiamo di condividere tutto di noi accettiamo anche implicitamente di tenere a freno la nostra tendenza a trasgredire, ci mettiamo a disposizione degli altri, possiamo contribuire ad aumentare attraverso le nostre singole esperienze le conoscenze degli altri, e dunque la conoscenza comune. Da qui l’idea che “sharing is caring”, condividere vuol dire prendersi cura degli altri, per cui non solo nulla deve essere tenuto segreto, ma nulla deve essere mai cancellato…. la funzione “delete” non esiste nel nuovo universo online. Ma non solo il presente, anche il passato deve essere condiviso, e anche la memoria personale deve diventare oggetto di condivisione. Dunque la memoria del passato si ricostruisce attraverso la connessione spietata di tutti i link che abbiamo sparso via via per strada, bit fuori controllo, brandelli di memoria che credevamo, o speravamo, fossero persi per sempre, e che ci inchiodano invece alle nostre biografie personali, dalle quali l’inconscio viene per sempre eliminato, con danni irreparabili.

Ancora, la privacy nel nuovo mondo è un furto. Un’affermazione di marxiana memoria che potrebbe trovare vasti consensi, poichè alla fin fine privacy coincide con proprietà, che non è piu’ fatta di beni materiali, ma prevalentemente di beni immateriali, di bit, di informazioni, di memorie, di conoscenze, che non devono mai, per nessuna ragione, essere cancellate. La maggior parte dei beni materiali sono gratuiti nel mondo di The Circle, ma la funzione “delete” è vietata, sopra ogni altra cosa.

Qual è dunque la cosa che piu’ inquieta nel mondo di The Circle – che potremmo a questo punto sostituire senza troppi problemi con Google, che solo recentemente ci ha dato il permesso di scomparire dietro richiesta, o con Fabebook…-? Non tanto il triste epilogo, che vede il fondatore diventare prigioniero del mondo che lui stesso ha creato; non tanto la metamorfosi dell’eroina, che inizialmente sembra poter rappresentare il provvidenziale sassolino nell’ingranaggio perfetto, e che invece si rivela alla fine la musa del nuovo ordine.

La cosa che inquieta di piu’, a mi avviso, è che quello che qui si descrive è un controllo totale ben diverso da quello orwelliano del grande fratello, in cui una minoranza tirannica domina una maggioranza passiva. Quello che qui si descrive è invece una maggioranza felice di “followers” che hanno capito qual è il loro potere, hanno imparato a controllare il mondo con un click. Perché nell’universo online i presunti leader sono diventati loro succubi, e dipendono totalmente proprio da quel piccolo, unico, singolo click; perché i presunti leader vivono di percentuali, indici di gradimento, numero di collegamenti, che sono fatti di numeri incredibilmente grandi ma nascondono una piccola, semplice verità: che ogni click passa attraverso un singolo dito, e che a quel dito, una volta avviato il contatto, non c’è piu’ modo di sfuggire…. il re è nudo, ma a quale prezzo?

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  1. #1 di cooksappe il giugno 16, 2014 - 6:13 am

    me lo segno

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